|
Scritto da Luciano B.
|
|
domenica 11 aprile 2010 |
|
Vi ripropongo un articolo da me scritto nel lontano agosto 2008 dal titolo: "...ma come è stato possibile?", perchè aldilà del riferimento al marciapiede, oggi finalmente realizzato, il resto del contenuto lo trovo ancora oggi del tutto valido e da tenere in debita considerazione. Vi lascio quindi alla lettura dell'articolo...
Busche, così come poche altre realtà che mi risultino, è un paese in continua sofferenza dal punto di vista dell'assetto urbano, probabilmente per una non oculata visione e progettazione del territorio che ha origini ormai decennali. Basti pensare alla creazione di una Zona Artigianale, una azienda edile e di una importante industria casearia all'interno del paese. Penso che chiunque di noi avrebbe pensato a soluzioni diverse, magari realizzate lontane dal centro abitato (che ideona eh?).
Invece è così. Andate pure in giro per il resto dell'Italia a vedere se ne trovate altre di realtà simili a questa. Probabilmente no. Siamo arrivati al punto di essere contenti perfino che sia stata realizzata una rotatoria al centro del paese! Quasi come fosse l'attrazione principale che si va a vedere per turismo in altre città... Quando mi chiedono cosa offre di bello Busche, me ne vengono spontanee due: la seconda è la rotatoria. Squallidino eh? E pensare che Busche contribuisce in buona parte alle entrate comunali grazie anche alle aziende presenti nel territorio. Già nelle prime riunioni organizzate dal Comitato Frazionale di Busche (2004) avevo personalmente chiesto, e comunque non solo io, alla amministrazione comunale dell'epoca (poi riconfermata), più attenzione a Busche, almeno per quanto riguarda l'arredo urbano, visto che ormai il connubio abitazioni-industrie si era ormai consolidato. Non chiedevo mica opere tipo Gardaland, ma certo un paio di panchine in legno e metallo, delle fioriere, una illuminazione pubblica gradevole non mi avrebbero fatto schifo... Poi c'è il problema enorme della strada statale che attraversa il paese. In due, longitudinalmente. In ora di punta attraversare la statale è da suicida. Talvolta ho atteso anche due-tre minuti in bilico sull'erba (dimenticavo di dire che ovviamente allo stato attuale, non c'è il marciapiede per chi scende dall'autobus oppure arriva con il treno). Visto poi il fiorire di semafori normalmente disposti al verde e a chiamata pedonale in tanti paesi e città a noi vicine, non sarebbe una bella idea metterne uno anche quì da noi dove ci sono le strisce pedonali, la fermata autobus per chi viene da Feltre e dove c'è la neonata pista ciclopedonale? Non sarebbe di alcun fastidio agli automobilisti in quanto se nessuno ha bisogno di attraversare la strada, il semaforo resta al verde. Io mi immagino le persone anziane che devono attraversare la strada oggi e come potrebbero farlo in presenza del semaforo. Volendo poi si potrebbero avanzare anche altre soluzioni per la vivibilità del nostro paese. Ci lamentiamo sempre che, complice il cavalcaferrovia all'ingresso ovest della frazione, le auto sfrecciano di media a 80 km/h. La soluzione c'è. Il semaforo che se corri troppo si dispone al rosso. Giusto il tempo che ti fermi e poi torna al verde. Non ci sarebbero più automobilisti che scambiano Busche per l'autodromo di Monza. Le idee ci sarebbero. Perchè non considerarle come meriterebbero? Io credo che il Comitato sia il megafono tra le richieste del paese e l'amministrazione, che alcune cose finalmente si cominciano a vedere, ed altre scelte si spera vengano quanto meno valutate. Il mio rammarico resta per quelle, scellerate, che sono state fatte nei decenni ormai trascorsi. Come è stato possibile dico io che succedesse quello che è successo? |
|
Ultimo aggiornamento ( martedė 27 aprile 2010 )
|